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venerdì 15 aprile 2016

L’Arte di stare a tavola


Poter godere dei piaceri della tavola è anche una questione di buone maniere: bisogna sapere cosa fare e cosa non fare mai mentre vi si siede. Conoscere certe regole aiuta a comportarsi con disinvoltura. Conoscere le ragioni che sono all’origine di queste norme, oltre ad essere interessante, aiuta certamente ad averne memoria. Può essere utile partire dalla lista degli errori più comunemente commessi dagli Italiani a tavola. E’ stata stilata qualche tempo fa dal Presidente dell’Accademia Italiana Galateo, Samuele Briatore, in un’intervista per Repubblica.it. L’Accademia, che ha sede a Roma e si pone come punto di riferimento sullo studio storico del galateo, ha realizzato un sondaggio sulla conoscenza delle buone abitudini a tavola. E’ così emerso quali siano i più importanti dettami trasgrediti e le principali infrazioni da non ripetere mai più.

Illustrazione da Pinterest

Si inizia dal non dire “Buon appetito”: pronunciare questo augurio sembra essere lo scivolone più comune, scambiato per gesto di cortesia. Per il galateo, invece, la tavola è un’occasione di socialità alla quale non è educato arrivare affamati. Anticamente, quando gli aristocratici vi si riunivano intorno per stringere alleanze, il cibo era solo un ornamento perciò non si augurava di avere appetito. Durante il pasto non bisogna mai chiedere il sale. Dovrebbe essere presente in piccole ciotoline e non saliere. In caso contrario non si dovrebbe mai farne richiesta. Nell’antichità era usato come moneta, si comprende quanto fosse scostumato pretendere di averne o esporlo in malo modo.

Mangiando il brodo: non si rivolge la fondina verso se stessi. Al contrario è previsto inclinare il piatto verso l’interno. E’ suggerito dal rischio di rovesciarsi tutto addosso e dall’esigenza di non assumere strane posture.

Non si usa il coltello per uova e formaggio: la sua funzione è quella di tagliare, quindi è escluso il suo impiego per tutto ciò che è morbido. Il coltello non si adopera neanche per accompagnare i cibi sulla forchetta: è preferibile servirsi a questo scopo di un pezzetto di pane.

Il pane non va tagliato con il coltello: va spezzato soltanto con le mani e la sua sacralità religiosa è la ragione di questa usanza. Il pane va diviso in piccoli pezzi, nel piattino del pane.

Le Posate: nelle interruzioni del pasto le posate non vanno appoggiate con i lembi al bordo del piatto. Così sgocciolerebbero sui manici, essendo in pendenza. Vanno messe nel piatto con i lembi verso il basso, in posizione 20 e 20 dell’orologio. A fine pasto le posate saranno con i lembi in alto, parallele e in posizione 6 e 30.

Il tovagliolo non va lasciato inutilizzato: deve stare sulle gambe ed essere portato alla bocca ogni volta che si decide di bere. Mai lasciare impronte di unto sui bicchieri.

E’ un’abitudine sbagliata al momento del brindisi, quella di pronunciare “cin cin”: usanza borghese del secolo scorso, non è adatta a contesti formali. Il galateo prevede che vengano alzati i calici in modo appena accennato, gesto corredabile, solo quando l’occasione lo richiede, da un augurio sincero.

Al momento del caffè non è corretto mettere in bocca il cucchiaino: viene usato solo per mescolare, meglio dal basso verso l’alto, senza movimenti veloci e circolari. Dopo aver mescolato va appoggiato sul lato del piattino. Si porta alla bocca esclusivamente per mangiare qualcosa, mai per pulirlo.

Mise en Table di Cristina Mazzoni

Come ci si comporta a tavola

E’ bene sedere composti sulla sedia. Posare il tovagliolo sulle gambe prima che lo faccia la padrona di casa ed aspettare che sia quest’ultima la prima ad iniziare a mangiare. Solo le mani hanno accesso alla tavola e nessun’altra parte del braccio, per via del fatto che saranno state lavate prima di sedersi. Le posate si prendono dall’esterno verso l’interno. La forchetta va impugnata con la mano destra, poi, mentre si usa anche il coltello, si tiene con la sinistra. Il coltello si usa con la destra e soltanto per tagliare, non per infilzare cibi. Anche il cucchiaio va tenuto con la mano destra e alla fine del pasto va lasciato nel piatto con il manico verso destra. Se il cibo è da tagliare non si fa tutto in una volta. Non si parla a bocca piena e non si emettono rumori mentre si mastica. Alla fine del pasto il tovagliolo va lasciato a destra del piatto.

Mise en Table di Cristina Mazzoni

L’arte di stare a tavola si può apprendere e può diventare coinvolgente. Lo sa bene un’appassionata di bon ton: la Dott.ssa Tiziana Cioffi D’Agostino, esperta e redattrice del blog www.alezionedibonton.blogspot.it. Organizza periodicamente in tutta Italia corsi sul galateo, compreso quello della tavola. Il prossimo corso in programma, “IL GALATEO A TAVOLA”, è per sabato 14 maggio 2016 e si terrà a Lamezia Terme, in collaborazione con "Associazione Italiana Sommelier Calabria". Verranno affrontate le regole generali dell’apparecchiare, dei comportamenti da tenere a tavola e il modo corretto di affrontare le pietanze “critiche”: brodo, ostriche, caviale, pesce frutta.

Mise en Table di Cristina Mazzoni


Direbbe Oscar Wilde:<<Verrò ma deve essere una cena seria. Odio le persone che prendono i pasti alla leggera>>.


A buon intenditor, poche parole!



    FONTI:

    martedì 12 aprile 2016

    Apparecchiare la tavola


    "A tavola e al tavolino si riconosce il signore e il signorino"
    (Vecchio adagio)


    Nell’apparecchiare la tavola il galateo* prevede il rispetto di alcune precise ma semplici regole.
    Una tavola gradevole inoltre è un ottimo punto di partenza per trascorrere momenti speciali insieme agli altri. Apparecchiarla in modo corretto e fantasioso non è difficile, più lo si fa e più si impara a farlo e di seguito potrete trovare alcune tra le regole più importanti.

    Mise en place Norma Corsini
    Ph Gianni Iorio
    Immagine dal web

    LA TOVAGLIA
    Si comincia sempre dalla scelta della tovaglia, che sarà impeccabilmente pulita e stirata.
    Il bianco è il colore con il quale non si sbaglia mai, si adatta perfettamente ad ogni stagione e, soprattutto, è facile da abbinare ad ogni genere di piatti e accessori a disposizione.
    Inoltre il bianco è l’immagine dell’eleganza pura, si sposa alla perfezione con cristalli e argenti.
    I tovagliati colorati sono destinabili ad occasioni informali e con essi bisogna tener presenti alcuni principi di linea generale. I toni neutri aiutano molto, donando luce; le tinte unite sono più versatili; le fantasie sono da considerarsi molto rischiose e bisogna essere davvero brave negli accostamenti successivi.
    La tovaglia deve essere di dimensione adeguata al tavolo e la caduta laterale sarà di 40/50 centimetri.

    Foto dal web

    I TOVAGLIOLI
    in una Mise en Place “ortodossa” i tovaglioli saranno coordinati alla tovaglia e sempre collocati a sinistra del piatto. In una tavola elegante la regola è dare l’impressione che il tovagliolo sia stato maneggiato il meno possibile. Può essere piegato a rettangolo, triangolo o arrotolato. Il tovagliolo, piegato a rettangolo, può anche essere posizionato al di sotto del piatto. Tutte le altre collocazioni fantasiose del tovagliolo, come nel piatto o nel bicchiere, sono moderne e simpatiche aggiunte recenti che sarebbe bene riservare ad occasioni informali.

     
    Mise en place Norma Corsini
    Ph Gianni Iorio

    I PIATTI
    Tra un posto e l’altro è buona regola lasciare 60/70 centimetri di spazio. Per le occasioni più eleganti e speciali è preferibile impiegare un sottopiatto, in argento, in cristallo o in vetro. Sopra il sottopiatto si colloca il piatto piano. La fondina, usata solo per la minestra o la zuppa è posizionata sopra il piatto piano. Il piattino portapane si colloca in alto a sinistra.

    Mise en place Norma Corsini
    Ph Gianni Iorio

    LE POSATE
    La prima forchetta, e l’eventuale seconda da impiegare per i primi asciutti, si collocano a sinistra del piatto, con i rebbi verso l’alto. Il coltello si pone a destra con la lama all’interno, seguito o sostituito dal coltello da pesce se il menù prevede pesce. L’eventuale cucchiaio per minestra o zuppa si pone a destra del coltello. Al di sopra del piatto e verso il centro della tavola trovano posto coltello da frutta (manico a destra), forchetta da frutta (impugnatura a sinistra), cucchiaio medio per creme o gelati (impugnatura a destra).

    Mise en place Norma Corsini
    Ph Gianni Iorio

    I BICCHIERI
    I bicchieri si dispongono in alto a destra, in corrispondenza della punta del coltello. Il bicchiere per il vino bianco, quello più piccolo, va collocato per primo a destra. Poi si posiziona poco più arretrato quello per il vino rosso , che di solito è più grande. Accanto a quest’ultimo prenderà posto il bicchiere dell’acqua. Il quarto bicchiere, flûte o coppa per brindare, si posiziona alle spalle dei primi tre. Il galateo non vorrebbe mai i sottobicchieri a tavola, di nessun materiale. Ma nelle tavole più informali sempre più spesso i sottobicchieri stanno diventando un elemento decorativo. Si al decanter per il vino, ma se il vino è raro e pregiato è consentito portarlo a tavola con la sua bottiglia originale. Per l’acqua è sempre preferibile una brocca o una bottiglia adatta, in cristallo o in vetro ma in ogni caso trasparente: non è elegante che gli ospiti non possano vedere l’acqua. E’ consentito soltanto per l’acqua un piattino, che sia però in vetro in cristallo o in argento.

     Mise en place Norma Corsini
    Ph Gianni Iorio

    CONSIGLI
    Mai mettere a tavola portacenere e stuzzicadenti. Il tovagliolo va piegato in maniera semplice e lineare, scegliendo di dargli la forma di rettangolo, di triangolo o arrotolata. Il sale, moneta dell'antichità, ancora oggi non dovrebbe mai mancare, per pranzi informali possono essere sufficienti una sola saliera e un solo macinapepe, mentre nelle occasioni importanti il sale dovrebbe essere sempre presente ma in piccole ciotoline e mai nelle saliere e, se non è possibile fornirne una per ogni piatto, almeno una ogni due piatti. Il centrotavola non deve essere mai troppo alto, per non impedire la visuale, ed in armonia con le proporzioni del tavolo.

     Mise en place Norma Corsini
    Ph Gianni Iorio


    *Il termine galateo definisce l'insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione: è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale, la norma convenzionale. Alcuni sinonimi della parola possono essere etichetta o bon ton. (da Wikipedia l'Enciclopedia Libera)